domenica 15 ottobre 2017

Esperienza parte due

 Immagino un bambino occidentale qui 😱 immagino anche un africano lì 🙈 . Forse gli scambi culturali sarebbero da fare tra bambini europei ed africani, invece che tra scuole superiori occidentali.  Purtroppo qui è ancora molto diffusa anzi direi spopola proprio l'idea che i mzungu siano dei bianchi ricconi venuti qui a sperperare i soldi. Quando alcuni miei amici parlano di scienza e di conoscenza appresa dai libri, li ascolto e annuisco, perchè evidentemente ne sanno più di me (ci vuol poco a fare più di 0). Loro però al contrario ribattono quando io parlo per esperienza diretta vissuta. Sembra che l'esperienza conti solo in questi Paesi, non in Europa. In Occidente si apprende esclusivamente dai libri (non sto parlando chiaramente di matematica). Il bello di questo posto, quando ti ascoltano, é che ti credono, non mettono in dubbio che non sia così nel tuo Paese e non ti chiedono da quale fonte letteraria provenga. Poi ridono perché qui ridono sempre ma è il loro modo di fare non lo fanno per deriderti (forse). Questo credere sulla parola ha i suoi ovvi pro e contro ma per una volta nella mia vita non mi sento di dover SAPERE. -parlo di me, Matteo ha opinioni totalmente diverse..è il mio post d'altronde 🙃 - Quella conoscenza che mi manca per tenere un discorso, per poter avere un lavoro, per poter interagire con gli altri ecc ecc. Qui mi sento libera di potermi esprimere e libera di essere creduta. Forse è solo una mia sensazione visto che parlano sempre Kishawili, ma va bene che sia anche solo una sensazione😉 "Papa" continua a dire "sentitevi  liberi" e fino a pochi minuti fa continuavo a non capire cosa intendesse..loro si sentono liberi da legami e tempi, loro probabilmente vivono!

Nonostante tutti i nostri viaggi, sentiamo ancora persone dirci "no, non è così" "no impossibile, non ci credo" ecc. Sapete quanto deludente possa essere? Non si tratta di essere dei creduloni si tratta innanzitutto di credere ad un amico e poi di semplicemente credere che chi ha vissuto chi ha sperimentato ne sappia più dei libri o della tv!!!! Anche i libri sono punti di vista, in fondo...

Vi racconto invece la sera in cui hanno fatto il goodbye a Matteo. Sono stati tanto carini..prima Matteo ha fatto il suo "discorso", poi i bambini hanno cantato per lui, poi hanno detto qualche pensiero e poi il "papa" lo ha lodato per il suo lavoro! Un goodbye davvero toccante per me...meno per Matteo. 

Da quando Matteo è partito mi sono ammalata per una settimana, settimana in cui sono arrivate tre volontarie. La sera stessa ho dato loro il benvenuto ecc ho cercato di comportarmi da persona normale😂 Le loro prime domande mi sono sembrate di 20enni alla loro prima esperienza e senza un minimo di preparazione personale. Ho solo risposto che siccome era la loro esperienza non la volevo influenzare con i miei pensieri ecc, così me la sono cavata. Cos'ho visto? Volontarie che stavano distruggendo il lavoro mio e di Matteo, di persone che la loro unica preoccupazione era dar caramelle e dolcetti ai bambini e far origami in classe invece di insegnare. Per fortuna ero ammalata quindi son stata la maggior parte del tempo a letto. Alla fine penso che sia una scelta egoista imbonirsi i bambini con dolciumi ma è una mia opinione. Le ho rispettate e quando loro stavano male ho portato medicine, insomma mi sono comportata bene anche se le evitavo per non dover discutere e per non influenzare la loro esperienza. Quindi ho deciso di andarmene la settimana dopo di Matteo. L'ultima cosa che mi Son sentita dire dal padre è se gli davo 2000kes per tornare a casa...stronzate ovviamente. Ma non ho saputo dir di no perché avevo paura e tanta rabbia.
Andarmene è stata la scelta migliore, mi dispiace per i bambini ma Son così abituati a cambiare volontari che non si ricorderanno più di me. 
Inizia la mia nuova avventura: pago venerdì la somma richiesta per la casa, dopo aver incontrato il tizio anche con Matteo ecc. Domenica mi arriva un messaggio che non mi può dare la casa vista, ma un'altra. Gli rispondo che gli accordi erano diversi che comunque non ho scelta. Son stufa di avere paura anche quando sono nella ragione. Arrivo lunedì alla casa del tizio, sveglio lui ed il suo amico che probabilmente erano appena andati a letto e mi dice di aspettare 20min. Gli dico che visto che io gli accordi li ho mantenuti, se l'altra casa non mi va bene non ci vado ed è un suo problema. Torna dopo mezz'ora e mi dice che mi vede che sono " incavolata" quindi mi lascia la casa MA attenzione ..mi toglie la presa del pc così non lo posso usare, dopo un giorno mi stacca tutti i programmi tv, non mi carica abbastanza acqua così devo andare a prendermi l'acqua come all'orfanatrofio, entra in casa quando ci sono e quando non ci sono, mi telefona a dirmi che non posso usare la ventola di notte perché consumo troppo 😭 Internet è un miraggio cioè non esiste. La storiella è che qualsiasi casa mi avesse proposto mi andava bene ed era comunque meglio di dov'ero, il prezzo al giorno che mi ha chiesto è uguale a quello di una guesthouse che non avrebbe avuto comunque nessun tipo di comodità occidentale e nemmeno la cucina e nemmeno delle vicine simpatiche e carine. Siccome sapevo benissimo che non mi avrebbe dato internet (e qui costa rispetto al resto delle cose) a me interessava solo infastidirlo e metterlo in una posizione scomoda. Solitamente non sono per nulla vendicativa ma mi ha fatto girare le pelotas a mille dopo tutte le bugie che mi ha raccontato tra cui che il landlord gli aveva detto che non potevo venire qui ecc e ho scoperto essere il mio vicino di casa! Poi è la tipica persona che lavora con gli orfanotrofi e usa i soldi dei volontari per farsi gli affari suoi, lunedì ero veramente ammalata ed è rimasto qui in casa con un suo amico con la tv a tutto volume (certo quel gg funzionava ancora)..non curante del fatto che io non stavo in piedi e gliel'ho pure detto. Per la cronaca della TV e del Pc non me ne fregava assolutamente nulla ..era solo nel "contratto". 
Poi ho la mia nuova amichetta, Hope di 2 anni, nipote della mia vicina che praticamente vive qui con me😊 è timida e non parla inglese ma è tanto carina. Con Matteo passano minuti al telefono a dirsi "Byeeee!", che per lei vuol dire ciao.

La mia settimana l'ho passata a camminare, a riposare (nonostante l'onnipresente sveglia di Allah delle 4 e delle 5:30 con l'extra gadget chiamato gallo e le sue majorette chiamate cornacchie), ad andare al mercato e a supportare Matteo nel calvario del visto. 
Due giorni fa la mia giornata è iniziata con sveglia prestissimo. Avevo un appuntamento con una sarta, saremmo dovute andare al mercato insieme così da scegliere la stoffa per il mio vestito. Qui farsi fare un vestito costa meno che in Vietnam! Arrivata al luogo dell'incontro si avvicina una vigilessa e mi riferisce che la signora stava male ed è andata in ospedale ma non era grave solo febbre e dice di andare da sola. Qui vanno all'ospedale spesso per piccole cose ma perché poverini non sanno come curarsi. Torno a casa e Matteo inizia a dirmi dei problemi con il visto quindi cerco di aiutarlo come posso. Poi ho la pazza idea di camminare da qui (più a nord di Bamburi) fino a Kongowea market ..all'una di pomeriggio. Immaginatevi alla fine delle due ore di cammino sotto il sole ..tra clacson, schiamazzi, urlate di mzungu, ogni 3x2 "hello how are you?", "Welcome Karibu" com'era la mia testa 😱😱😱 .
Arrivata ho bevuto un fresco succo di tamarindo che si classifica secondo nella mia posizione mondiale di quel succo (giorni dopo ho scoperto di essere stay molto assetata quindi no scende a 5*). Sono le 15 quindi ho mezz'ora per fare visita al mercato di fronte. Incontro la simpatica Mertha che mi offre suo marito per alcuni mesi l'anno. Stiamo a parlare per tutto il tempo e ridiamo tanto perché io mi rendo conto del paradosso ma lei anche se ride è seria. Dice che suo marito è molto bello e tutte le vogliono e che ormai ha dato figli e quindi non sarebbe gelosa di me, mentre di un'africana si (qui vedo nei suoi occhi e me lo fa capire che tanto noi mzungu non riusciamo a rapire il cuore di un africano). Non so riprodurvi il discorso ma mi Son divertita molto.
Alle 15:30 avevo appuntamento con la cuoca dell'orfanatrofio a Western Union......arriva alle 16:20 e probabilmente ci siamo capite male. Eravamo in due posti diversi ma vicini, quindi corriamo all'unico posto aperto e .....mi dice che si è dimenticata la carta d'identità! Usciamo e lì quasi non c'ho più visto ma per fortuna dopo due ore di meditazione a non ascoltare che mi chiamavano mzungu..Son riuscita a mantenere la calma. Le ho chiesto però perché era in ritardo, risposta: colpa della mama (ci credo); come fa a dimenticarsi l'unica cosa che deve portare e che i soldi sono per lei e la sua famiglia non per me. So che è un po cattivo da dire ma immaginatevi dopo 60 giorni di Africa se non mi possono girare un po' le palle. Tutto questo nell'arco di 5 minuti.....al che ritrova dentro la borsa la sua carta d'identità. Corriamo di nuovo alla Western Union e ovviamente stavano chiudendo le porte. Qui sono tassativi sulla chiusura uffici ma un tizio ci dice che in città è aperta fino alle 18. Io avevo perso le speranze...il matatu ci lascia nel posto sbagliato ma alla fine a forza di chiedere troviamo la fatidica WU!! Quando il cassiere  le chiede il reference number cade dal pero nonostante le abbia spiegato cinquanta volte come funziona. Con pazienza le chiedo al cassiere se posso aiutarla. Avuti i suoi soldi se li intasca e ce ne andiamo. 
Mi racconta di altri fatti dell'orfanatrofio che vi risparmio ...ma solo uno in breve: alla figlia di mama le hanno ""rubato"" 4000kes e il cellulare, cioè se li è fatta rubare. Mentre la cuoca due giorni prima aveva chiesto se le davano 100kes (=1€) per comprare da mangiare ai bambini e le avevano detto che non ne avevano. Pezzi di merda.
Prendiamo un matatu per tornare e omg😱 tra i peggiori mai presi e quindi significa essere prossimi alla certezza dell'incidente. Fa zig zag tra le macchina pedone ecc e fin qui normale, prender una scorciatoia inchioda davanti ad un blocco di cemento, fa inversione a U lo ferma la prima polizia e ..dobbiamo ritornare indietro di un bel pezzo. Tutto questo per evitare la colonna di macchine..invece. Passa tra due alberi e probabilmente frantuma qualche pianta che vendono ai bordi delle strade, pochi metri dopo ci ferma la polizia. Scende sia l'autista sia il controllare del matatu...fanno un po di storie poi non so se gli danno la mancia ma cmq ripartiamo dopo boh 15minuti. 
Quando la cuoca scende un tizio dietro me inizia ad insultarmi e questo va avanti per mezz'ora😱 me ne sto zitta per farlo sentire ridicolo visto che anche gli altri passeggeri si scusano con me. 
A cena vado nella bettola qui vicino e la simpatica Sarah mi serve chapati e bietole salatissime per soli 50kes in tutto. Poi decido di andare ad un internet Cafe perché pensavo guardassero film invece scopro che fanno vedere i trailer e puoi farti masterizzare un cd a 50kes. Sto lì un po così per stare con la gente. Torno a casa e la mia vicina mi invita a cena! Che carina. Accetto per stare in compagnia e anche perché le porzioni sono talmente piccole che me ne starebbero altre due. Parliamo e mi raccontano un po del Kenya e poi guardiamo un serie tv di soldati iracheni in Niger. Qui va molto di moda guardare film di guerra e horror! Mah. Vado a letto stanchissima. Giornata speciale ed intensa. 
Alla fine non ho appreso alcune nozioni ma in una sola giornata ho imparato ad essere flessibile, ad aver pazienza, a capire che bisogna spesso se non sempre andare a feeling per capire che persona si ha di fronte, che ci sono ancora persone genuine e che la vita continua anche senza tutti gli stress occidentali. 
A prestoooo

mercoledì 13 settembre 2017

Orfanotrofio che vai orfanotrofio che trovi

La nostra nuvoletta di Fantozzi ci perseguita persino qui..impara a volare veloce!!
Se vi abbiamo raccontato della visita agli orfanotrofi...beh risubitevela🙊 Siamo andati a far visita ad altri due orfanotrofi scelti a caso su Google maps. All'inizio i tizi che ci hanno accolto erano un po titubanti perché ci hanno raccontato che i visitors di solito passano solo per far foto e poi usarle per i loro business oppure per dire "siamo stati in orfanotrofio e abbiamo lavorato lì". Noi di foto non ne abbiamo fatte non ci interessava ma ci siamo fatti raccontare la loro storia. Poi ci hanno mostrato le stanze ecc e come si organizzano durante la giornata ecc. Beh sembrava quasi un altro mondo. Sono sempre poveri ma con la loro dignità!Ed ora lo scoop. Alcuni giorni fa sono arrivati tre tizi e l'informatore segreto di Silvia (la cuoca) le ha raccontato che gli hanno dato l'ultimatum perché l'orfanatrofio è troppo sporco soprattutto la camera delle ragazze! Tutto questo per farvi capire in che razza di posto siamo arrivati..non sono assolutamente tutti così, anzi alcuni ci tengono proprio a tener pulito e a far vivere i bambini con un minimo di igiene. 
Scordiamoci ovviamente la parola "pulito" del nostro vocabolario occidentale. Qui lo standard è molto basso rispetto al nostro, sopratutto perche spesso manca l'acqua e perché per loro non è importante. Quindi pulito intendiamo clear from shit and pee. 
Mama quindi sì è incazzata con chi non ne ha colpa e cioè con le aiutanti (anche se loro, da come raccontano) si sono stufate di pulire e mettere in ordine se poi nel weekend o le sere nessuno mantiene un minimo di ordine e non dà regole.
Non è che ci sia da preoccuparsi tanto la burocrazia sarà come in Italja se non peggio quindi gli avranno dato un termine entro il quale riparare. Poi 37 orfani non è che li puoi buttare di nuovo in mezzo alla strada...

Due giorni fa è arrivata una ragazza nuova e pensavamo fosse amica di qualcuno invece oggi la cuoca mi ha detto che è una nuova orfana. Come sempre ci tengono fuori e non ci informano di nulla...poi però l'altro giorno che siamo tornati dall'ospedale alle 10:30-11:00pm ci hanno fatto una scenata, non una ma svariate volte. Non avevamo il numero per avvisarli e non ci sembrava così tardi da sgridarci. Il succo è che loro si son sentiti offesi perché non li abbiamo tenuti in considerazione e non sapevano in QUALE ospedale fossimo. Ammirevole da una parte ma dall'altra potevano anche evitare la scenata  visto che la loro considerazione per molte altre cose è pari a zero. Esempi: ci continuano a chiamare mzungu nonostante l'aiuto che gli diamo (parliamo dei grandi non dei piccoli che ripetono solamente), ci prendono in giro perché sono più lenta di loro a tagliare il cavolo (con coltello che non ha mai visto l'affilatura e senza tagliere), continuano a parlare la loro lingua fregandosene del fatto che io non capisca un cazzo, poi ogni verso o cosa che diciamo secondo loro strana ridono o ripetono a pappagallo. Grazie e prego sono miraggi dell'oltretomba. Insomma non è che loro abbiamo modi per noi normali ma cerchiamo di capirli e in qualche modo accettarli. Noi siamo venuti qui, verissimo ma loro hanno chiesto aiuto. 
Usano le cose in modo davvero careless ..le opzioni possono essere due: la roba materiale non interessa loro oppure le hanno ricevute a gratis e non hanno idea del loro valore.
A volte è veramente difficile finire la giornata con il sorriso nonostante i bambini siano meravigliosi. Qui i bimbi non hanno bisogno di giocattoli per giocare o per vivere. Mangiano ogni giorno la stessa cosa e non si lamentano e anche se lo fanno c'è solo quello. 

Le nostre ore pomeridiane le passiamo all'aria aperta,...non fresca eh aperta🙈 tra i mercati vari e tra le (per noi) leccornie locali a 5-30 cent l'una. In realtà la parola varietà qui non esiste quindi si tratta di the, mandazi, chapati e samosa. La frutta invece non è come ci aspettavamo, in Asia aveva veramente un gusto migliore ma probabilmente alle piante daranno  da bere acqua sporca e inquinata, boh. L'unico frutto davvero spaziale è il passion fruit! 

Matteo come sempre si è ammalato e siamo andati in ospedale ma più per precauzione che per gravità. Si porta ancora la tosse a braccetto giorno e notte...
Altra cosa rilevante è stata la visita al mercato. Dicono sia il secondo più grande in Africa ma quello che ci dicono dentro l'orfanatrofio non sappiamo mai quanto realistico sia. Silvia era contenta e abbiamo pure trovato la guida locale (che poi poverino voleva dei soldi e chiaramente gli abbiamo lasciato qualcosa). Abbiamo acquistato 4 saponette locali visto l'uso spasmodico che ne fa Matteo. Silvia appena rientrata a casa era contentissima come se le avessero regalato una borsetta di Luis Vuitton. Ora vi mostriamo le foto:

Quelle prese al mercato di cui non abbiamo le foto erano al Liam o simile, l'altro al neem. Poi le due in un negozio arabo al profumo di sesamo nero e una alla cannella (ma a sentirle hanno tutto meno che questi ingredienti😂).


Abbiamo visto qualche spiaggia,  quella di Pirates beach e Shelly beach...nulla di che ma ormai come detto lo sappiamo siamo viziati. Apprezziamo ovviamente ma per descriverlo a voi che forse prima o poi deciderete di andare in vacanza in uno dei "nostri" Paesi, siamo tenuti a fare il paragone con posti migliori o peggiori.
Tornando da Likoni abbiamo visto due bellissime bambine che sembravano abbandonate in questo posto:


Altre persone si fermavano a capire se fossero sole o meno e non sapevamo cosa fare. Abbiamo chiesto ad un tizio che vendeva roba se fossero di qualcuno e ci ha risposto che erano di una tizia più sotto che stava vendendo roba. Abbiamo aspettato che la folla scemasse e rincuorati la mamma è andata da loro. Poveracce ci hanno fatto una pena incredibile. La madre pure perché questo posto è dove la gente imbarca e sbarca dal traghetto ogni 10min circa e c'è proprio una folla che di dilegua in pochi minuti. La madre poverina per vendere di più metterà le bambine da parte ma chiunque potrebbe rapirle. 
Infatti poi ci siamo fermati per la merenda a bere un the a bordo strada e il tizio quando gli abbiamo risposto che eravamo in orfanotrofio era molto contento, ci ha ringraziati. Qui il problema degli orfani è molto sentito. 

Oggi ha piovuto molto c'era pure l'allerta che chiaramente non ci è stata detta da loro...e pioverà per i prossimi tre giorni.


 I bimbi poverini devono stare nelle loro ""aule""

Cercando di stare stretti stretti perché la pioggia gli cola addosso. Quelli più piccoli fanno fatica a non scivolare nel fango e se lo fanno rimangono bagnati sudici tutto il giorno. Oggi una ragazzina aveva così freddo che batteva i denti e non abbiamo ben capito perché non voleva andare a prendersi la maglia. (Qui vestiti non ne mancano ovviamente tutti donati) Quando fa freddo, cioè sui 20-25 gradi li vestono con i pantaloni lunghi e la maglia...questa sarebbe la prassi, invece i bimbi dai 4 anni in su devono arrangiarsi a gestirsi il freddo.
Insomma Matteo non si dà pace per diciamo la loro irrazionalità e illogicità nel far le cose mentre Silvia, nonostante concordi con Matteo sui fatti ...prova molta più compassione per questi poveri bambini. 

Nonostante fossimo partiti un po delusi per le vicissitudini durante l'organizzazione..abbiamo portato tutti al mare! Erano davvero felici e solo due bimbi avevano paura dell'acqua. Si son divertiti molto. Che gioia veder i loro visi sorridenti! 


Due di loro ci hanno ringraziati con un disegno bellissimo. Anche se è stato l'unico ringraziamento ci ha fatto molto piacere. 

Il giorno dopo siamo capitati un po' per caso al Workshop dei disabili dove persone con inabilità diverse lavoriamo alla creazione di oggetti di gioielleria, falegnameria, souvenir, e tricicli a mano per chi non cammina. Tutto a prezzi per occidentali, venduto per la maggior parte su internet o tramite organizzazioni "fair trade" (tipo Altromercato, cosa che ha lasciato Silvia molto contenta per aver scoperto per caso da dove vengono alcuni oggetti del Mandacarù), mentre il resto se non riescono a venderselo i vari artigiani per conto loro, va nel gift shop.
Vedere quelle persone riuscire a fare quei lavori ci ha fatto quasi commuovere. Tutto ciò che avanza viene riciclato, dagli avanzi di tela agli scarti degli orecchini. Per la prima volta abbiamo sentito parlare di etica del rifiuto in Kenya e siamo rimasti davvero entusiasti! 
Pensate che da quanto bene funziona questo centro i disabili vivono lì con le loro famiglie.
Il tipo ci ha anche raccontato che piuttosto di far la carità hanno inventato delle carrozzine con annesso porta oggetti così possono andare a vendere per strada. 
Quando siamo entrati nel centro ci ha subito dato l'impressione di un posto pulito ma sopratutto dignitoso ed è quello che si è dimostrato. La dignità è propeio quella che manca in tanti posti ma questo ci ha veramente entusiasmati.

In ultimo, per un vecchio interrogativo del papà di Matteo, il kiswahili fa parte delle lingue che si leggono come si scrivono, insieme alle altre elencate nei post precedenti e che stiamo ancora scoprendo.




sabato 2 settembre 2017

La saga continua

Quindici giorni sono ormai passati e sembra il tempo sia volato! L'esperienza è davvero intensa e il fatto di essere rinchiusi sempre dentro l'orfanatrofio ci ha fatto ambientare gradualmente ma velocemente allo stesso tempo. Soprattutto visto che l'emergenza ratti almeno dentro camera nostra sembra essere risolta...grazie agli ingegni di Matteo.
L'esperienza la continuiamo a vivere in modo diverso e in poche parole si riassume in sopravvivenza per Matteo e vita per Silvia. 
Lavoriamo molto in termini di quantità non certo di qualità. Vi descriviamo la nostra giornata tipo: sveglia ore 4:00 grazie ai nostri amici "Allah welcome", levata ore 7:00. Ore 7:20 per Matteo inizio lavaggio vestiti, per Silvia inizio insegnamento materie varie.
Ore 10:00 pausa che si passa a bere acqua e continuare il lavaggio vestiti schifosamente sporchi. Ore 10:30 continuazione scuola con Matteo e Silvia insegnanti. 



Ore 12:30 pranzo con i soliti due menù: ugali (specie di polenta bianca) e cavolo oppure riso con fagioli...ah ogni tanto spinaci. Il pranzo dura pochissimo, poi si gioca un po con i bambini e alle 14:00 si torna a scuola fino alle 15:30. Dopodiché  ci prendiamo una pausa perché solitamente le nostre teste sono fuse e dolgono. Torniamo alle 18:00 circa e iniziamo il solito tran tran con aiuto "cucina" e gioco con bimbi finché non crolliamo cioè verso ore 21:30-22:00. 
Insomma noi desideriamo essere dei volontari che aiutano davvero non quelli in vacanza. A volte il clima è pesante anche perché quelli che gestiscono l'orfanatrofio non ci danno alcun segnale sul nostro andamento o sulle attivita che preferirebbero svolgessimo...oltre che a passare mezza giornata in panciolle. 
I bambini sono meravigliosi e rispetto a quelli occidentali sono più "desbelinati". Matteo è sempre apprensivo e ha paura che si facciano male esempio quando salgono sugli alberi con il machete. Silvia invece va più a sentimento e anche se vede cose impensabili esempio bambini di due anni con machete e coltelli in mano...se ne sta perché sa che sono abituati (come quelli in Vietnam). A livello di sviluppo motorio sono molto più avanti degli occidentali e su 30 bimbi circa 3-4 sono anche molto intelligenti per la loro età. Di certo qui non hanno sedie a dondolo, girelli o altri aggeggi per farli addormentare, camminare etc. Sono quasi tutti molto svegli, vispi e allegri. Di contro fanno la cacca per divertimento nel piazzale, dormono per terra sulla pipì degli altri bimbi etc. Sarà cultura?
Non ci siamo dati ancora una risposta perché l'Africa, come ben sappiamo, è il continente delle contraddizioni! Siamo entrati nella camera delle due galline (cioè le figlie di mama e papa) e nonostante ci siano ratti, era ordinata e "pulita". 
Poi, quando ci sono i visitatori/ospiti (solitamente gente con tanti soldi), rendono l'orfanatrofio presentabile e si vestono decentemente. 
Quando escono per commissioni si vestono molto bene, si lavano e si "profumano". 
Quindi il buon senso ce l'hanno e pure il senso dell'ordine e della pulizia, a modo loro ma ce l'hanno. Quindi: perché non si preoccupano di insegnare la dignità a questi bambini? Mancanza di voglia?
Sapete la chicca? Una delle due figlie sta studiando "igiene pubblica" all'università ma non come materia ma come corso di laurea! 
Abbiamo visitato altri due orfanotrofi gestiti da arabi musulmani e dobbiamo ammettere che è proprio un'altra storia. 
Qui e in Australia dove ci sono arabi in una città, la parte di città è pulita e ricca ..infatti in uno degli orfanotrofi qualche tizio gli ha regalato una parte di orfanotrofio. Però hanno saputo tenerlo pulito e mantenuto.
Non vogliamo con questo dire che gli Africani non siano in grado, assolutamente no. Noi stiamo parlando solamente della realtà dove siamo che si confina a 6 adulti.
Un'altra cosa che non capiamo è il fatto che il nipote (vero) di mama e papa è quello più seguito sia a livello di pulizia sia a livello di attenzioni. Come del resto altri tre figli di una che lavora lì. Allora è ovvio
e comprensibile che sia così ma perché non se ne stanno per i fatti loro? Magari non possono permetterselo ma gli altri bambini vedono queste differenze e chissà, crescendo, come andrà a finire. A Silvia dispiace molto vedere questo squilibrio perché i bambini non sono stupidi e percepiscono il loro essere diversi.
Non vogliamo vedere tutto il marcio anzi siamo contenti di essere qui ma non capiamo perché questa realtà rispetto ad altre non funzioni e non voglia nemmeno funzionare. 
Altro capitolo: cibo. Come fanno a dare la stessa quantità di cibo ad un bimbo di due anni e ad uno di 16? Perché un giorno gli danno due merende e la cena e un altro giorno una misera cena? 
Hanno delle scorte di cibo quindi vuol
dire che sanno quanto ne consumano (forse). Invece di dare un sacco di ugali e fagioli a tutti hanno mai provato a far dei conti e magari dimezzare le porzioni e aggiungere qualche altro ingrediente? Perché comprano la farina da due 2kg invece di quella da 10kg? Mah. 
Domande non se ne possono fare perché la risposta è sempre "ma questa è Africa" Silvia accetta la situazione ma non la condivide, mentre Matteo non l'accetta e basta. 
Ora che come sempre abbiamo descritto gli aspetti negativi ..vi raccontiamo alcuni aneddoti :)
Come in ogni altro Paese visitato qui hanno i minibus collettivi chiamati "matatu"..bello il nome no? Sono come dei babar ma con musica a palla e alcuni di essi sono addirittura forniti di schermi per le varie videoclip..e per fermarsi bisogna battere sul tetto. Quello che sembra a noi buffo è una delle mille contraddizioni di questo posto ..guardate qui



Avete capito? Ci sono tantissimi musulmani e qui sono piuttosto conservativi a livello di effusioni in luogo pubblico poi però le videoclip...alcune sono proprio osèe. 🙈 A noi piacciono veramente tanto questi mezzi perché permettono a chiunque di girare visto i prezzi ridicoli che hanno. Poi chiaramente cercano sempre di farci il c... ma Silvia da brava businesswoman riesce a pagare come i locali. Matteo invece ha il solito problema ..non ci sta 😂

Altra curiosità: nei libri di scuola le loro immagini rispecchiano molto più la vita reale che non i libri occidentali. Un esempio? Tra gli animali domestici viene indicato l'onnipresente RATTO.

Altra storia: Divani e letti a bordo strada! Lasciamo stare il discorso della polvere...ma son veramente brutti e scomodi! Non capiamo se li riparano, se sono immondizia, se sono semplicemente dei ritrovi dove sdraiarsi..mah 😳 foto a breve intanto vi lasciamo questa



Oltre al nostro cibo preferito (ovunque e a qualunque ora del giorno) cioè i samosa..
abbiamo provato i mandazi che sono una pastella aromatizzata alla cannella e altro fritta in abbondante olio! 
Altra cosa, qui si beve latte, ma viene venduto in polvere...bello vedere un pacco simil farina con scritto latte intero o latte scremato...
Ultimo , ma non per importanza, il materasso in memory foam!! Nel mondo civilizzato pensiamo di aver inventato chissà cosa, ma invece siamo indietro! Pensate la comodità di andare a dormire la sera ed il vostro materasso si ricorda la forma del vostro corpo, dalla sera prima! Una bella conca con anche i segni dei vostri peli, pronta ad abbracciarvi per una bella notte di (non) riposo assicurato!
Siamo proprio immersi nel lusso!

Alla prossima! 




domenica 20 agosto 2017

Inizio

Dopo il nostro volo, che tanto ci mancava, siamo atterrati a Nairobi. Per la prima volta qualcuno ci aspetta in aeroporto con i nostri nomi. Il tizio, da ora il killer,sembra simpatico ma Silvia aveva già intuito che c'era qualcosa di poco chiaro. Ci porta alla nostra dimora per passare la notte. Una simpatica signora ci accoglie nella sua casa. La casa è una catapecchia ma la signora é talmente simpatica che non c'era alcun problema, poi di notte sembra tutto più pulito :) La mattina seguente ci viene a prendere il killer e andiamo nell'ufficio, a pagare la quota. L'ufficio sembra una prigione ma insomma sarà quello che possono permettersi. Il tipo che paghiamo sembra molto più calmo e genuino rispetto a killer.
Ci dirigiamo verso la nuovissima stazione del treno di Nairobi. Primo controllo: mettersi in fila indiana e a 5mt di distanza ad una fila parallela con borse e zaini. Passano ben due "cani sniffo" e non trovano nulla. Secondo controllo: controllo del biglietto e passaporto. Terzo controllo: Separatamente uomini e donne fanno passare ai raggi-x il proprio bagaglio. Matteo viene fermato xke hanno intravisto un tagliaunghie. Gli fanno svuotare la borsa e ok vada pure avanti signore (anche se ha ben due coltellini svizzeri); insomma portatevi tutto ma a vostro rischio e pericolo. Quarto controllo: solita scena del biglietto con rispettivo documento d'identità.  Altra coda per entrare in stazione, ricontrollo dei biglietti e ricontrollo delle borse. 
Insomma difficile quanto facile entrare con una pistola ... i controlli sono tanti ma poco accurati. Entrambi non abbiamo mai visto così tanta gente prendere un treno..probabilmente perché eravamo tutti ammassati. In treno, dopo l'ennesimo controllo, ognuno si siede al proprio posto e diversamente da tanti posti ognuno piazza il proprio bagaglio e si siede ordinatamente. 
Il viaggio dura solo 4 ore ma è veramente palloso e quindi ci addormentiamo per quel che possiamo. 



Eravamo veramente stanchi visto che dal finestrino per tutte le quattro ore  si sarebbe potuto scorgere qualche animale selvatico esempio giraffe elefanti ecc. Questo perché la railway costeggia due parchi nazionali. 
Siamo scesi e come prima faccia vediamo dei cinesi ...ormai sono loro a comandare la ferrovia. Ci dovremmo informare sul come comandino! Le stazioni sono veramente enormi e per ora pulite e ordinate. Un vero rilancio per il turismo ma soprattutto per i locali vista l'accessibilità dei biglietti. 
Arrivati a Mombasa abbiamo un tizio che ci aspetta. Saliamo noi quattro: noi, il killer e lo spagnolo che ci ha raggiunto già a Nairobi. Lui è qui per lavoro e girerà un mini documentario su dei progetti attivi. Arriviamo all'orfanatrofio che di orfanotrofio ha solo i bambini. La prima impressione é di Africa povera ed emerginata. 



Cerchiamo di far conoscenza con i bimbi che sembrano subito molto simpatici. Poi ci cibano con le loro pietanze che noi troviamo molto buone. La notte la passiamo mezza in bianco ...a farci visita i nostri amici che avevamo lasciato in Indonesia, chiamati topi giganti. 
Silvia è schifata e Matteo prende paura quando sente le zampe sulle sue ginocchia, nonostante fossimo muniti di zanzariere sopra al letto. Fosse successo a Silvia le sarebbe venuto un infarto! 
Il giorno dopo Matteo lo passa praticamente a sistemare la camera e voilà ecco che Silvia vuole spostare un frigo rotto in camera e Matteo fa un salto. Silvia scappa perche aveva già capito cosa ci fosse lì dietro. Lo lascia solo (poverino) e va a cercare "aiuto". Killer che se ne sta seduto a cazzeggiare, le dice di andare ad ucciderli e lei risponde "vacci tu" "vai ad aiutare Matteo per favore". Si alza, probabilmente visto il terrore negli occhi di Silvia, e va ad uccidere violentemente quegli schifosi, da qui il nome killer. Anche Matteo però si stufa e ne uccide uno. Avevano il nido dietro il frigo (tra l'altro pieno di cacche dentro e fuori). 
L'inizio dell'avventura è cominciato in modo opposto per ognuno. Ricordiamo che siamo in una bidonville/baraccopoli quindi l'impatto è alto; non è una missione dove almeno una pratica igienica di base esista.





All'inizio Silvia era terrorizzata dalla camera e la cosa la affliggeva sul resto, mentre Matteo vedeva molti problemi risolvibili con poco. Già dopo due giorni, Silvia si sta adattando alla nuova realtà (tranne alle camera, ma solo per paura dei topi), mentre Matteo è frustrato perché vede che i problemi che ci sono nessuno dei locali li percepisce e non vedono il motivo di cambiare. Piove dalle 3 alle 7 volte al giorno ed il cortile essendo in terra battuta diventa un porcile con bambini che si rotolano nel fango andando a cercare la parte più allagata apposta.
Ci sono due barili per un totale di forse 5000 litri, coricati su un fianco invece che cercare di raccogliere l'acqua piovana, l'acqua manca e quindi se non esce un filo di acqua dell'acquedotto tutti devono attraversare la strada a comprare per due soldi.
Il cemento che dovevano darci per tappare i buchi di ingresso dei topi non si vede e nonostante il fango il gioco all'aperto pare l'unica opzione, cosa che paralizza Matteo perché ha le scarpe che pesano 10 kg per il fango attaccato e quindi non può manco rientrare in "casa" visto che tutti si sciacquano i piedi nella pozzanghera danari casa e lasciano le infradito fuori "minimizzando" lo sporco che portano dentro. Continua a guardarsi in giro per vedere come risolvere i vari problemi ma capisce che non ne avrà modo. Intanto ha inchiodato un canestro ad un albero e costruito uno di fortuna da appendere ad un palo.


Versione economy
Versione deluxe

Inoltre su richiesta dei ragazzi Matteo ha dato una infarinata di fondamentali del basket, i risultati dopo pochi minuti sono incoraggianti e li potete ammirare qui


Silvia se la passa molto più tranquillamente, ideando attività per i bimbi e coccolandoli un po'. Oggi ad esempio ha fatto da pannolino umano in quanto in 2 o 3 le hanno fatto la pipì addosso. Ormai si sta abituando al l'odore di piscio costante e in realtà non si è mai cambiata di vestiti.
Come sempre siamo agli opposti, con Silvia che si passa la sua giornata e la notte non dorme a causa dei topi, e Matteo tutto il giorno sulle uova che vede nella notte la parte meno schifosa della giornata.  Inizialmente ci hanno detto "se vedete un problema ditecelo" ... Era una frase messa lì perché a loro non interessa cambiare (giusto o sbagliato che sia). Silvia continua a ripetere a Matteo che dar loro soluzioni a problemi che loro non vedono è stupido e significherebbe rifare gli errori commessi dai colonialisti o missionari del caso. Non è detto che come vive l'Occidente sia il modo giusto di vivere. Loro qui sono più felici quindi chi ha la verità? Silvia crede sia sbagliato fare l'occidentale in due modi: portare mille giochi sia perché non durano più di mezza giornata e sia perché venir visto come quello che ha soldi aumenta i problemi; seconda cosa, voler cambiare la loro realtà è voler imporre un modo di vivere che loro non potrebbero ne gestire ne sostenere una volta che i volontari se ne vanno. Ora Silvia capisce quanto importante sia il suo background fatto di storie di missionari, riviste ecc che parlavano dell'Africa. Lei ormai ha capito che deve accettare la realtà, non può cambiarla. Ah portare medicine è altrettanto stupido non sanno manco usarle. Le ferite dei bimbi sono mangiate dalle mosche ma a loro va bene così. Prima di tutto bisognerebbe piuttosto dare un'educazione agli adulti sulle malattie ecc. In un secondo momento si potrebbe far interagire adulti (locali) e  volontari con i bambini. Il volontario sarà sempre visto come il mzungu (bianco) che porta giochi=soldi. Silvia ce l'ha un po con le volontarie di prima che hanno portato giochi medicine ecc ai bambini e son rimaste qui una settimana. I bimbi son ancora affezionate a loro e il perché si capisce. Medicina che hanno buttato o che usano con mani piene di terra e giochi già rotti e lasciati ai topi. Silvia è convinta che non rimarremmo nei loro cuori perché non saremo i soliti volontari con le caramelle e i giochi costosi, senza regole...ma dove sta il giusto? Lasciandoli """"marcire"""  e portandogli cose che tanto non potranno mai avere? Perché questo è quello a cui sono abituati con gli altri volontari. Pure lasciare soldi non ha senso perché dove li usarebbero? Hanno roba per costruire ma buttata lì insomma sembra per ora veramente una battaglia persa. Ma avremmo tempo.
Il nostro tempo libero lo passiamo, ahimè, nel posto che normalmente più detestiamo, il centro commerciale, unico momento in cui torniamo nel  XXI secolo. Più che altro ci possiamo sedere, cercare giochi su internet per i bimbi, rilassarci le orecchie (Perche finora non abbiamo trovato altro posto che non sia pieno di clacson ed urla). Nei prossimi giorni andremo anche in spiaggia o in posti alternativi. 
Ad esempio oggi



La città l'abbiamo vista solo un paio di ore ieri ma eravamo troppo scoppiati per guardarci in giro, comunque diciamo che in stile Vietnam c'è molto degrado e nessun passato artistico a dare un tono.
Matteo spera di prendere il ritmo ma i giorni in cui non piove riesce a non essere teso (a parte quando i bimbi fanno la pipì addosso li allontana un po bruscamente) Silvia spera solamente che ci sia un'epidemia a sterminare i ratti. 

venerdì 18 agosto 2017

Di nuovo in giro


Ciao a tutti!
Dopo un bel po' di inattività stiamo per ripartire!
Destinazione Kenya, dove avremo modo di esplorare uno dei chiodi fissi di Silvia, ovvero andare in Africa per dare un aiuto sotto forma di volontariato.
La questione neozelandese al momento rimane sospesa ed in attesa di sviluppi, ed il momento sembrava propizio per questo tipo di avventura.
Speriamo di riuscire ad aggiornarvi almeno con le parole se non con le immagini, così da raccontarvi quello che combiniamo. Magari le foto arriveranno in un secondo momento.
Fatevi sentire ogni tanto, un abbraccio!

martedì 16 maggio 2017

Ultimi fatti prima del ritorno di Silvia in Italia

Passato più di un mese dall'ultimo post, siamo obbligati ad aggiornarvi almeno sul fronte foto.
Per il compleanno di Matteo, Silvia gli ha regalato un bel weekend ad Akaora, dove abbiamo dormito in un bed&breakfast, fatto un giro in canoa e Matteo ha pure fatto il bagno nell'acqua gelida!
Si Silvia, sei proprio bassa...
Finalmente Matteo ha visto (pare) la famosa "silver fern", la felce argentata che insieme al kiwi (animale) è simbolo del Paese

Quello che segue è il paesaggio in fondo ad una loro camminata prima che Matteo si denudasse e si cacciasse in mare
Tramonto artistico sul molo di Akaroa
Purtroppo non abbiamo documentato la scena fantozziana del nostro giro in canoa, che già di per se è comico visto che giravamo in tondo, ovvero durante una pausa sulla spiaggia ci corichiamo a guardare il cielo e parlare del più e del meno, e quando alziamo la testa scopriamo che la marea era salita, la nostra canoa rovesciata 30 metri più in là, un remo al largo e l'altro per fortuna vicino, cosa che ci ha costretto prima a svuotare la canoa, poi ad una partenza tipo Tom Hanks quando abbandona l'isola di cast away, viste le onde...immaginatevi la scena!

Altro weekend, Matteo con il gruppo di guasconi va ad esplorare Kaikoura, dove la strada che porta a nord dell'isola è stata interrotta da una frana dovuta ad un terremoto. A dire il vero il sentiero scelto dalla democrazia era dato per chiuso sui siti internet, ma non curanti della cosa sono andati lo stesso (e come prevedibile, sono tornati indietro con le pive nel sacco).
Prima della partenza
Ecco il momento dell'attraversamento del fiume...notate per favore quello zingaro dello spagnolo come si presenta per andare 3-4 giorni in montagna...
 Il ginocchio di Matteo iniziava a farsi sentire, così ha dovuto rimediare due bastoncini
All'arrivo nel "bivacco" non c'era nessuno, se non una bella stufa a riscaldarli e serbatoi giganti di acqua piovana dove Matteo ha potuto farsi la "doccia", unico a sfidare le temperature gelide.
Visuale dall'alto al crepuscolo
Dedica alla mamma di una certa Louisa
E' poi arrivato un ragazzo ceco che raccontava loro di aver lavorato alla ricostruzione della strada interrotta, sottolineando la disorganizzazione e la nullafacenza in un lavoro di importanza capitale per la mobilità del Paese.
La mattina dopo sono partiti per la parte "critica" del sentiero, ricongiungersi all'anello che fa il giro della montagna seguendo il fiume, scendendo da una sella.
Paesaggio alla mattina

Solita foto di gruppo
Come potete vedere di seguito, le montagne in Nuova Zelanda sono un ammasso di detriti (bellissime d'inverno quando la neve le "maschera"), e la sella in questione si vede all'estrema sinistra:
Si comincia!

Quasi in prossimità della sella
Arrivati a ridosso della sella, un mix tra essere impreparati, inesperti e cagasotto,  li ha fatti rinunciare, nonostante Matteo fosse andato in avanscoperta dopato dagli antidolorici. In questa foto si vede solo la prima metà della discesa alla sella, in basso si può scorgere Matteo.
Una settimana dopo avrebbero scoperto che il ragazzo ceco incontrato nel "bivacco" aveva proseguito e trovato la parte di sentiero lungo il fiume molto più difficile di questa.
Così, la compagnia dell'anello torna indietro,
e, visto che il bivacco era pieno di gente a causa del weekend lungo, hanno deciso di ridiscendere a valle per passare la notte in tenda, sulla spiaggia di fronte all'oceano intorno ad un fuoco.
Una via crucis per Matteo a causa del ginocchio, ma ne è valsa la pena.
Tenda da 17 $ che Matteo ha comprato per la gita
Ahhhhh...dopo averlo sognato per anni in giovine età, finalmente Matteo ha potuto passare il sabato sera in tenda davanti ad un fuoco, spensierato.
Luna piena sull'oceano
Quindi per concludere, la mattina seguente bimbo Matteo si fa portare a vedere le foche!
Al risveglio


Intanto, la partenza di Silvia si avvicinava, così abbiamo deciso di dare un'ultima occhiata assieme al Paese. Abbiamo sfruttato un ponte festivo per tornare a nord, Abel Tasman era l'idea, visto che Silvia lo adora, ma poi lo spirito esplorativo ha avuto il sopravvento ed abbiamo finito per vedere solo posti nuovi.
E così direzione nord, ma passando per la costa ovest!
Ci siamo persi i 12 apostoli sulla Great Ocean Road in Australia, ma ci siamo rifatti in Nuova Zelanda:
Strane formazioni rocciose
 Usuale delirio lungo il sentiero
Quindi ci siamo diretti verso la parte centrale del nord dell'isola del sud (l'abbiamo apposta per farvi confondere ahahah), a St. Arnaud, per vedere l'alba sul lago. Arrivati col buio, abbiamo trovato un modo per passare la notte dentro la nostra scorpacciata, e alla mattina lo spettacolo era questo
Il primo raggio di sole ad entrare nella valle
Ma Silvia non era soddisfatta dei colori (a causa della mancanza di nuvole a risaltarli), e così è tornata a dormirsela  pigramente, perdendosi la nascita del giorno a livello del lago:
Moooolto suggestivo
Quando ha deciso di svegliarsi, i suoi amici volatili sono venuti a salutarla
 
 
Dopo un giro nel bosco li attorno, siamo partiti alla volta di Picton, estremità settentrionale dell'isola...quel furbone di Matteo voleva vedere l'isola del nord dall'altra parte dello stretto di Cook, ma non ha fatto i conti con la cartina, dove avrebbe visto che da lì la miriade di isolette non gli avrebbero permesso una veduta simile. Poco male, abbiamo trovato un posto bellissimo, dove Silvia ha deciso di fare il suo primo bagno da quando è giunta in Nuova Zelanda...non che le temperature invogliassero a farlo, ma era giusto farlo per non avere rimpianti. Ecco l'ingresso in acqua:
 la danza propiziatoria:
 l'immersione:
 il pentimento:
e la fuga:
La sera siamo andati a trovare un amico di Silvia che vive anche lui in Nuova Zelanda, e che ci ha ospitato per la notte (stranamente il pavimento era più comodo di scorpacciata...e la casa più calda)
 
Una sosta sulla via del ritorno a Christchurch
La settimana seguente invece,  una mattina c'è stato un esempio di alba di quelle che ci sono in Nuova Zelanda (o almeno a Christchurch) ogni tanto, e per questo Silvia non era entusiasta dell'alba sul lago a St. Arnaud
Purtroppo la foto non rende l'idea di quanto rosso fosse il cielo


Il weekend prima della partenza di Silvia invece abbiamo deciso di fare una sparata di quelle da "ultima volta", ovvero andare in un giorno a Mount Cook, 8 ore in totale di macchina per portare Silvia a vedere la montagna più alta del Paese. Durante la strada abbiamo visto anche dei maestosi cervi d'allevamento, ma le foto se le è tenute Silvia...erano davvero bellissimi.
Lake Pukaki
Silvia era un po' fuori forma, così Matteo ha dovuto convincerla a fare il sentiero da ciccioni per vedere il ghiacciao
Ma a quanto pare la meta non è valsa la "fatica" secondo lei
E così si riparte per dare l'addio al gruppo escursionistico, e lungo la strada le nuvole ci hanno regalato un altro tramonto di quelli da ricordare
Silvia ormai è tornata in Italia da qualche giorno, lasciando Matteo in Nuova Zelanda (finalmente può muoversi quanto vuole nel letto) a cercare di sistemare le ultime cose mentre anche il suo visto si esaurisce.
Errando per le strade, il fato gli ha indicato la via, di modo che potesse schiarirsi le idee
ora si sente più tranquillo...

Ultimi 15 giorni e poi anche lui dovrà fare i bagagli, con una piccola sosta in programma a salutare un amico e personaggio di codesto blog.
Ci scusiamo per il post un po' raffazzonato, ma è così che va.
Saludos