mercoledì 11 aprile 2018

Ritorno a Sydney

A volte ritornano.
Appena realizzato che a Pasqua ci sarebbero stati 4 giorni di vacanza, il bisogno fisiologico di cambiare  Paese è tornato a farsi sentire fortissimo. Matteo già sognava le Filippine, la Thailandia, persino l'India, mentre Silvia sbavava sulle Fiji, le Samoa o le Tonga...purtroppo la dura realtà ci ha fatto capire che innanzitutto i prezzi e poi anche le ore di volo avrebbero reso il weekend davvero poco godibile. E così ben contenti siamo tornati a Sydney!
Per Silvia era la prima volta da quando ce ne siamo andati ad inizio 2016, mentre per Matteo si trattava del secondo ritorno.
Così per un altro anno il regalo di compleanno di Matteo sarebbe stato il viaggio!
Venerdì mattina presto (gran sacrificio per Silvia) abbiamo abbandonato Christchurch, che come vedete dalla foto sotto, non faceva niente per farci cambiare idea
Così facciamo colazione sull'amato aereo che Silvia tanto adora, e in breve arriviamo dall'altra parte delle nuvole e della pioggia, dove il clima è sempre perfetto ed il sole bello caldo....Sydney, Australia!
Dovete sapere che la metropolitana che dall'aeroporto va in città costa circa 18$, ma solo per salassare chi arriva in aereo, perché se uno arriva da più lontano sulla stessa linea, va a spendere tipo 5$. Ad ogni modo, Matteo aveva cercato come aggirare la cosa e aveva già un piano, ma un autista gliene ha dato un altro pure meglio: prendere il bus fino a Mascot e poi la metro da lì, cosa che sarebbe costata la metà. Con nostro sommo piacere abbiamo (ri)scoperto che durante le feste i trasporti si pagano solo il primo viaggio e quindi siamo arrivati in città al costo di 3,5$!
Arrivati a Circular Quay, la fermata sul mare di fronte all'Opera House e l'Harbour Bridge, lo stupore rimane sempre tanto, amplificato dal sospiro di sorpresa di una bambina che era seduta vicino a noi. Chissà perché l'Harbour Bridge ha intorno a sè quell'aura inspiegabile che pare sia finto, come quando nei film c'è una scena palesemente fatta al computer...nelle foto però non rende mai, pare solo un pezzo di ferro.
La stanchezza arretrata unita alla sveglia presta però si facevano già sentire e così siamo andati su un prato a cercare di dormire, finché gli amici di Silvia, gli orrendi ibis, non sono venuti a terrorizzarla.
Visto che era ormai circa ora di pranzo abbiamo girato per cercare qualcosa da mangiare
e, ricaricati dal lauto pasto ci siamo messi a girare per il sempre affascinate quartiere di The Rocks.
Ad un certo punto vediamo nel cielo una immagine insolita
Salvo poi scoprire essere opera degli estremisti cristiani, a quanto pare con molti denari da spendere
o, forse, era un messaggio di benvenuto per Matteo che nel suo 33esimo anno è sempre più cristoforme.
Anyway, finalmente gente attorno a noi, finalmente un po' di vita! E così abbiamo continuato il nostro giro nell'attesa di poter fare il check-in nel nostro alloggio nel primo pomeriggio.
Ecco, qui ci sarebbe quell'aura irreale di cui parlavamo...
Specifichiamo che a Silvia l'Opera House vista da vicino non garba proprio.
Provati come due novantenni dal giretto a piedi, siamo andati per sto check-in e qua scenetta fantozziana dove la reception è chiusa e ci prendiamo una sgridata dalla proprietaria per aver continuato a suonare...davvero troppo stanchi per rispondere e forse meglio così l'ameno la cosa non è degenerata.
Silvia era cacca-o ma per cena ha fatto lo sforzo di andare con Matteo al take away north indian che è tappa immancabile ormai delle nostre visite...cibo squisito e prezzi ridicoli per la media ozzie.
Sarà una nostra impressione, sarà che non siamo più abituati a vederli, sarà che era festa, ma ci pare che il numero di omosessuali a Sydney sia visibilmente cresciuto, quindi non vi stupite se passate da quelle parti.
Il sabato volevamo andare fino a Darling Harbour, così siamo passati per il mercatino della nostra adorata malfamata Kingscross
e poi giù per Woolloomooloo dove Silvia era solita incontrarsi in gran segreto con Russel Crowe, lungo il giardino botanico (che è un po' più accattivante di quello di Christchurch...)
Facce stanche...
Quindi in mezzo al CBD ed ai suoi lavori in vista del 2030 (a 'sto giro di tocca complimentarci con gli australiani perché fanno lavori in anticipo invece che aspettare e rendersi conto che servono loro delle infrastrutture e quindi averle in ritardo di 20 anni) ed infine eccoci a Barabgaroo, un quartiere nuovo di pacca uscito direttamente da una simulazione al pc che pullula di ristoranti ecc.
L'ora è quella de magnà e il classico aroma del cibo vietnamita ci guida al ristorante giusto...o no?
Dopo più di un'ora ad aspettare una cavolo di zuppa ed il cameriere che non ci cagava, ce ne siamo andati...Matteo era disperato perché procedendo verso Darling Harbour c'erano solo ristoranti dalla lunga attesa ed essendo ormai quasi ora di merenda lui voleva solo piuttosto un supermercato. Per fortuna il sangue freddo di Silvia, unito al fatto che lei tanto se salta un pasto non le cambia niente, hanno risolto la situazione trovando un fast food.
Finito il giro siamo tornati per riposare...proprio messi male siamo!
Alla sera altro giro nei ricordi andando a cena a Newtown, ma provando un ristorante nuovo, anche perché siamo arrivati tardi ed anche se è sabato le politiche anti teppa hanno creato questa dinamica in cui alle 21 è già tardi...siamo arrivati in tempo per fare tutto però, soprattutto entrare ancora una volta nella pasticceria vegana scoperta chissà come da Silvia, che fa le sue torte preferite al mondo (che Matteo aveva sfruttato per creare la torta del 30esimo di Silvia).
Così la domenica mattina Silvia finisce la colazione con la sua amata tortina di Newtown...guardatela qui, in totale estasi
"Vorrei che non finisse mai...!"
Dopo di che check-out e partenza per Milk Beach, preferita da Matteo piuttosto che la chiassosa Bondi, dove invece avrebbe voluto andare Silvia. Milk Beach è una figata, piccolina quindi con poca gente, il mare è calmo perché è una delle baie dell'harbour, e guardate che vista
E come vedete ci sono anche le foche.
Una giornata di relax che ci voleva per ricaricare le nostre stanche membra.
Un ultimo sguardo a Sydney prima di andare...
E prendiamo il treno per andare a trovare il polacco e la sua famiglia! Loro vivono a Sydney ma in uno dei sobborghi più esterni e quindi ci vuole un bel po' per arrivare da loro.
Quando arriviamo è lì fuori dalla casa che tiene in braccio il suo piccolo erede, che Matteo aveva mancato di veder nascere per una manciata di giorni l'anno scorso.
Siamo stati con loro le ultime 24 ore, giocando con il bimbo alimentato a pile duracell che era super felice quando lo si aiutava a tenersi su per camminare in tutte le direzioni...peccato che la notte ce l'abbia fatta quasi passare in bianco, ma pazienza!
Arriva il lunedì pomeriggio e noi dobbiamo saltare nuovamente sul treno per l'aeroporto (stavolta a tariffa intera), e qui altra scenetta fantozziana dove in pratica non volevano imbarcare Silvia sull'aereo perché una hostess si era inventata che il suo visto non andava bene e non voleva sbloccare la situazione, per fortuna una sua collega ha preso in mano la situazione e l'ha risolta, rispolverando la questione di chi sia più stupido tra l'immigrazione australiana e quella neozelandese.
Passato lo spavento per Silvia abbiamo fatto ritorno a Christchurch, e scorpacciata ci ha riportato a casa.
Così arriva il compleanno di Matteo, che si culla nell'idea di aver festeggiato ancora una volta in viaggio, oltre ad aver protratto le celebrazioni per giorni e giorni.
Proviamo un nuovo ristorante italiano con il nostro amico Nytro
per concludersi con la festa a sorpresa organizzata da Silvia
 La torta preparata da Silvia, una delizia indescrivibile
Serata conclusasi a degustare film trash di serie B, tra i quali Matteo ha particolarmente apprezzato la genialità di "Kung-Fury".
Per concludere le danze, il giorno dopo è riuscito a convincere Silvia ad andare a Bottle Lake forest sui sentieri da mountain bike, e si è unito anche lo spagnolo...veramente un bel giro!
 Ed ecco Silvia in mezzo ai suoi adorati Cabbage Trees a fine giro:
Vi lasciamo con la solita nota di babbezza: lavaggio statue a Christchurch prima di una settimana di pioggia...........
a presto

domenica 28 gennaio 2018

A testa in giù

Rieccoci siori e siore!
Torniamo a scrivere dopo lungo tempo ora che ci troviamo di nuovo a testa in giù. Diciamo che l'approccio è diverso e quindi dovremo anche pensare a come reinventare il blog.
Stavolta non siamo partiti "alla sberla" come le altre volte, non siamo in un posto nuovo da scoprire, siamo invece in veste, potremmo dire, di "expat" anche se Silvia preferirebbe usare un'altra parola..tipo immigrata upgrade. Un approccio nuovo, forse l'esplorazione sta in questà novità.
All'atterraggio sapevamo già di avere una casa ad attenderci, ed una macchina pronta a scorrazzarci in giro comodamente. La macchina è la fedele Scorpa, che ci ha aspettato per tutti questi mesi. Conosciamo la città e sappiamo come muoverci.
Dove siamo quindi? Di nuovo a Christchurch, in Nuova Zelanda!
Ottenuto (tra mille complicazioni e non senza ripensamenti) il work visa di Matteo, abbiamo deciso di provare a sfruttarlo, visto che questa occasione, una volta lasciata, non si sarebbe più ripresentata. Avremo fatto bene? Lo scopriremo.
Senza vantarci ma ormai siamo talmente global che ci siamo dati appuntamento all'aeroporto di Francoforte per degustare la nostra cenetta+ cinema a 10 mila metri di quota!
Nord Italia di notte dall'aereo
Per aggiungere un tocco fantozziano al nostro rendez vous, Silvia stava aspettando Matteo nel posto sbagliato dalla parte opposta dell'aeroporto ed è dovuta correre per non perdere l'aereo, arrivando tutta sudata (colpa delle indicazioni). Lei che in aeroporti e stazioni di sente a casa...
Silvia scruta la costa neozelandese all'arrivo
All'arrivo in Nuova Zelanda, a salutarci ci pensa Mount Cook, di cui vi avevamo già fatto vedere le foto l'anno scorso
e
Per non sembrare troppo seri, stiamo ancora dormendo per terra nonostante abbiamo una casa
perchè uno dei coinquilini si trasferirà in Canada a breve e avremo la sua stanza.
La prima settimana in attesa di iniziare è stata all'insegna dello smaltimento del jet lag e di una minima preparazione alla routine regolare.
Abbiamo fatto un po' di pulizie sottolineiamo il po..
fatto la spesa evitando come la peste formaggi e vari
La varietà di formaggio neozelandese, famoso in tutta la....Nuova Zelanda
E abbiamo notato cose particolari come "start kit" che con 50 euro ti danno un set di stovoglie e pentole appunto per iniziare...poi la qualità sarà conseguente, ma tanto qui la realtà è di gente che arriva per 1-2 anni, si deve comprare tutto e poi probabilmente se ne andrà. A Matteo piace notare queste sfumature negli articoli in vendita nei negozi.
Abbiamo guardato qualche alba e tramonto, che qui sono sempre affascinanti

Matteo ha iniziato a lavorare e sta iniziando ad ingranare, invece Silvia mentre è alla ricerca di un lavoro serio, guadagna due spiccioli facendo lavoretti dove restano tutti entusiasti e le offrono di rimanere con l'aumento, ma lei non si fa abbindolare.
Durante la pausa pranzo Matteo vede queste cose
Per il momento non abbiamo altro da raccontare, ci sentiamo presto!
Eh si...come siamo fortunelli! Silvia ha già iniziato un corso di ballo ancora prima di iniziare a lavorare. Questa è proprio una sensazione diversa quasi non ci dovessimo preoccupare di nulla... o quasi. Chiaramente non cantiamo vittoria ma ci godiamo il momento...

A presto amici


venerdì 22 dicembre 2017

Cerchiamo di tenerci impegnati

Il tempo passa e le nostre zingarate sono un po' impantanate....nonostante ciò continuiamo a rimbalzare tra i due lati opposti del nord Italia.
Sui forti di Genova
Ai mercatini natalizi di Vipiteno
In conclusione di un mese dove ci siamo mascherati da imbianchini,
Più Picasso che Giotto, diciamo...
Ecco cosa produce l'estro di Silvia!
Altro esempio di estro di Silvia
Camera color mucca della Milka...il disordine invece è di Matteo
abbiamo fatto una capatina ad Innsbruck per il compleanno di Silvia, che ha preferito un viaggetto ad un regalo materiale.
Inizio fantozziano grazie al nostro passaggio saltato con blablacar perché l'autista ci ha tirato il pacco, quindi abbiamo ripiegato su flixbus, con levataccia alle5:45 😱, e quando arriviamo davanti al bus, lei è senza documenti e l'autista gli dice che se ci fermano dovrà scendere.
Alla fine abbiamo fortuna  e non ci fermano!!! Arrivati a destinazione siamo accolti da un abbondante nevicata, che ci lascia anche un pochino spaesati perché pare di essere in mezzo al nulla invece siamo in centro città!
Festeggiamo il compleanno "da vagabondi" con una Tortina di fortuna, una coroncina di plastica, spremuta portata da casa (vuoi mettere?) e delle candeline ..purtroppo senza averle potute accendere! È stato molto bello il compleanno in stazione, proprio da noi.
Andiamo a recuperare una mappa della città
e ci dirigiamo verso i giardini imperiali,
dove siamo inondanti da pullman di italiani, e scopriamo tra l'altro che  Innsbruck è stipata di nostri connazionali. Li abbiamo trovati come camerieri, manager di hotel, all'ufficio informazioni, a vendere biglietti al museo, ecc. A Bolzano è pieno di tedeschi e ad Innsbruck pieno di italiani...mah!
Quindi andiamo a vedere una delle principali attrazioni silviche...la pasticceria migliore in città!
Ovviamente chiusa.
Così scopriamo che la domenica Innsbruck è completamente spenta, tutti i negozi sono chiusi ed anche i mercatini natalizi aprono tardi e chiudono presto...così la nostra due giorni si autostruttura visitando i luoghi pubblici la domenica e quelli a pagamento o al coperto il lunedì.
A pranzo, altra porta chiusa perché volevamo andare in un posto tipico dove addirittura si dice che a servire ai tavoli c'è gente molto scortese e se sei italiano magari ti insultano anche...però come detto è domenica, quindi...
Grazie al fiuto di Silvia troviamo un bel posticino per il pranzo mentre fuori la neve cade copiosa...una bella atmosfera!
Scopriamo inoltre che qui già nel 1700 almeno esistevano le doppie finestre per difendersi dal freddo...e ci è venuta in mente la Nuova Zelanda con i suoi innovativi vetri doppio strato...ahahahah!
Abbiamo fatto un giro nel negozio cittadino di Swarovski, che a Silvia è interessato giusto per far finta di essere una donna normale per un'oretta.
Quindi andiamo all'hotel, anche questo scovato da Silvia grazie ai suoi personalissimi criteri di ricerca😂 e grazie ad una super offerta che ci permetteva di pernottare allo stesso costo di una stanza da airbnb.
Dopo il lauto pasto ci appisoliamo sul letto, per poi svegliarci all'imbrunire...tempo di fare visita alla sauna dell'hotel!
Niente di che, ma abbastanza divertente perché Silvia non si sentiva a suo agio (non c'era nessuno e pensava sarebbe esploso tutto) e quindi non si è rilassata per niente!🙈✌🏾️
Sulla tabella di marcia del nostro weekend all'ingrasso c'è la cena in un locale tipico, noi arriviamo li tutti infighettati ed invece è un'osteria di quelle vere! Siamo sempre al momento giusto nel posto giusto...... Sedie rotte e la proprietaria molto simpatica che lancia piatti e forchette. Molto buono ed economico!
Quindi il lunedì arriva subito uno dei momenti clou del viaggio...la colazione inclusa! Colazione banchetto..Silvia ha pure cercato un termine per descriverla: pantagruelica! Attenzione al termine forbito.  Non nevicava più, così si potevano scorgere anche le montagne che circondano la città.
Il palazzo imperiale non lo consigliamo, visto che è anche costoso e le persone raffigurate nei dipinti sono bruttissime 🙈. Abbiamo finito di girare e rigirare per il centro, abbiamo attraversato il fiume per vedere i giardini botanici, che erano ovviamente chiusi, ma come ha saggiamente notato Silvia, noi possiamo dire di averle viste nel loro habitat naturale quelle piante che scorgevamo dai vetri innevati.
E finalmente ad ora di pranzo ci siamo diretti alla pasticceria anche se eravamo pieni dalla colazione..ma ti pare non andare? D'altronde c'è pure anche la parte di compleanno "da ricchi" (5 pastine in tutto).
(Risvolto fantozziano per il quale noi ci sediamo ad assaporare le bontà e...arrivano due italiane del posto che si siedono di fianco a noi per parlare dei loro problemi esistenziali...con crisi di pianto annesse😱).
Per chiudere ci siamo regalati un mega würstel coi crauti serviti da un omone coi baffi che toccava tutto con le stesse mani bisunte con cui poi prendeva i soldi e dava il resto...più cliché di così! Dopo l'Africa i batteri sono bazzecole per noi🙈
Tornando in stazione abbiamo notato tutta la fetta di Innsbruck che non abbiamo potuto vedere, impersonificata da quella gente che, sci in spalla e scarponi ai piedi, tornava dalla propria giornata sulle piste che sono proprio sopra la città.
Innsbruck è proprio piccolina se si resta in città, ma immaginiamo che le attività all'aria aperta regalino ancora più varietà all'esperienza.
Bello assaporare di nuovo l'atmosfera del viaggio!